Il vento scuoteva come una bandiera i lunghi capelli ricci nella luce del tramonto. Ristar era sola, arrampicata su uno sperone di roccia
Le ombre sciamavano intorno a lei in tutte le direzioni.
Lei si sistemò una ciocca impigliata in un corno e accennò un sorriso nervoso.
Safira emerse dalle ombre tirandosene fuori con uno strattone infastidito. La forma umana la metteva ancora a disagio. L’abito nero attillato poteva ricordare gli abiti di Nimorion, ma le rune violacee declamavano chiaramente il suo padrone: Sototh.
«Ristar! Sei ancora in tempo ad arrenderti e unirti al mio Padrone!»
«Te lo puoi scordare, vigliacca! Se vuoi i miei poteri al tuo servizio hai solo una possibilità, dovrai battermi!»
«Niente di nuovo per me. Non risparmiarti contro di me!» Estrasse la frusta e la fece schioccare a terra.
Gli occhi di Ristar fiammeggiarono mentre lei ruotava il braccio mettendosi in posizione da combattimento. «Non hai alcuna possibilità contro di me.»
FIBE DEL DOCUMENTO IMPREVISTA//